A Nihilalieno…

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Volevamo fare qualcosa di diverso, che facesse ridere ma che dimostrasse anche il bene che ti vogliamo.
Per l’occasione abbiamo scelto l’elemento che ci ha viste insieme tutte e tre per la prima volta.

Buona visione e buon compleanno 😀

Ho sognato…

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…ho sognato che questa mattina mi svegliava lo squillo del citofono. Strano, perché il citofono non ce l’ho. Rispondo,  e una voce frettolosa, trafelata, mi chiede se mi interessa comprare dell’antigelo per auto a buon mercato. Segue una trattativa confusa, che non ricordo.

Poi esco di casa. E’ giorno fatto, ma il cielo è velato, i colori del mio incolto e selvaggio giardino (giardino? mmm…) sono sbiaditi, al limite del bianco e nero. Sulla strada, in pigiama, i capelli arruffati e l’aria assonnata, c’è Roby. Nonostante lei sia DamaDelSole, il cielo rimane fosco.

Ci sediamo ad uno scalcinato tavolo, nella selva del mio giardino. Sul tavolo, una caffettiera (da dove è venuta?) e quattro tazzine spaiate.

Appare anche Alb, sorridente come sempre (ma il grigio del cielo rimane) e si siede accanto a noi. “Avevo preso dei cornetti… ma, sapete com’è, non ho resistito!”, dice, pulendosi un angolo della bocca con un tovagliolo di carta. “Sappiamo com’è”, rispondiamo Roby ed io.

Roby ci guarda per un attimo e poi fa: “Oggi è il ventuno di settembre…”. La interrompo: “Te l’ho già detto, non è oggi che inizia l’autunno”.

Lei replica, leggermente stizzita: “Lo so. Oggi è…”, ma anche stavolta non riesce a finire la frase perché nel giardino fa ingresso Viv, e con lei fanno ingresso pure i colori di un bel giorno di fine estate.

Viv si siede al nostro tavolo e inizia a giocherellare con le tazze, allegra e rumorosa. “Allora, lo prendiamo, ‘sto caffè?”, tuona con la sua inconfondibile voce.

A questo punto capisco. Mi alzo in piedi, scivolo dietro le spalle di Viv per non farmi vedere da lei, faccio un cenno con gli occhi a Roby e Alb per richiamare la loro attenzione. Alzo le mani alla maniera dei direttori d’orchestra, do il levare e… parte il “Tanti auguri a te” più raccappricciante che si sia mai sentito!

Viv si volta, si alza (“ora mi mena”, penso), mi abbraccia e mi bacia (ehm…). Poi fa altrettanto con gli altri due, ma il sogno perde di definizione, sfuma e io mi sveglio, al suono della sveglia di mio fratello. Sono le cinque e mezza, è ancora buio.

Però è vero: è il ventuno settembre ed è IL COMPLEANNO DI VIV!!! AUGURI, AMICA ADORATA!

…ehm…

Ti interessano mica venti litri di antigelo di dubbia provenienza?

11.05.2012

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Cinque anni fa non festeggiavo il tuo compleanno, ti avrei incontrata solo un mese scarso dopo insieme agli altri FDT.

Parlando per frasi fatte potrei dire: ne è passata di acqua sotto i ponti!
In realtà ci sono una serie infinita di eventi passati insieme e fotografati nella mia mente, quel 28 giugno, la festa degli artisti di strada a Incisa, il campeggio, il tuo anniversario di matrimonio dello stesso anno, il 17 ottobre di quell’anno, l’8 dicembre e potrei continuare su una strada di date, che forse ti depista, fino ad arrivare al 22 Aprile…

Credo di non averti mai detto a voce:” ti voglio bene Pat”… e credo che non te lo dirò mai… ma ciò non toglie che te ne voglia un’infinità.

Ora hai anche la tenda aggiustata… Buon Compleanno profemate 😀

Dal Vesuvio con furore…

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Dovete sapere che la nostra cara amica DamaDelSole è un’ottima fotografa, che nei ritratti si rivela vera artista. Ha anche altre passioni, come, ad esempio, realizzare dolci, fotografarli. E mangiarli, of course!

Sentite cosa le è accaduto.

Come ogni anno, anche quest’anno il comitato di redazione del celeberrimo Calendario Poverelli, sarà che la Presidente del consiglio di amministrazione è una donna, sarà che la data prevista per l’annuncio ufficiale del calendario è l’otto marzo, fatto sta che, per la prima volta nella storia di quell’opera, verranno pubblicate, a mesi alterni, foto di donne e di uomini (lo stile, invece, è invariato: scatti eterei, abbigliamenti altrettanto eterei).

Dopo una laboriosa e attenta selezione, il ruolo di fotografa per la parte di immagini maschili è stato proposto… sì, proprio alla nostra amica Dama (nonché DelSole)!
Dopo che l’amorevole intervento dei suoi famigliari per rianimarla dalla temporanea perdita di sensi (intervento mutuato da un secchio di acqua gelida), Dama ha preso il primo treno disponibile per raggiungere la sede editoriale della Poverelli, in modo da accordarsi al più presto per avere l’incarico (in realtà, voleva… ehm… toccare con mano l’oggetto -o meglio, gli oggetti- del suo incarico).

Alla segretaria di produzione aveva dichiarato che avrebbe valutato i pro e i contro dell’incarico, per poter dare una risposta ponderata. Dopo due minuti stava già chiedendo: “Dove devo firmare?”

La nostra amica era così distratta dalla contemplazione (professionale, s’intende) dei suoi modelli che ci è voluto un po’ perché si accorgesse dell’insistente squillo del telefono. Risponde. E’ la benemerita associazione dei pasticcieri non professionisti, che ha deciso di premiare le sue creazioni dolciarie, così ben documentate dalle foto, con il titolo di Regina della Pasticceria. Giorno solenne e irrevocabile della premiazione: l’otto marzo.
A questo punto entrano in scena le due componenti della coscienza di ciascuno di noi: il classico diavoletto tentatore e l’angioletto dei buoni propositi. In pochi minuti, i due mistici personaggi si stanno scazzottando come teppisti di strada. Il diavoletto sta vincendo, mostrando a Dama una proiezione del futuro: lei su un importante palco, in mezzo a sei scultorei modelli, alla presentazione del calendario Poverelli, quando arriva l’angioletto, pesto e scarmigliato, in compagnia di un’eterogenea banda, comprendente anche i FdT, portando una spettacolare torta di compleanno.

Torta spettacolare
Come va a finire? Be’, DamaDelSole è un’artista, conscia dell’importanza che per lei ha l’arte fotografica. Ma DamaDelSole, soprattutto, ha un cuore d’oro, rivestito di panna. Manda quindi risolutamente a quel paese diavoletto e calendario Poverelli, rimanendo con i suoi amici, che l’applaudono mentre viene incoronata Regina della Pasticceria.

L’applaudono e le augurano, con tonnellate e tonnellate di affetto glassato,

BUON COMPLEANNO!

Dama ride fra le lacrime, il suo modo per far sapere quanto è felice (ma c’è chi dice di averla vista in bagno strappare, piangendo, la comunicazione della redazione Poverelli, gettando i frammenti nel water).
Particolari

Epica emiliano-romagnola

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“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto…”

…si, va be’ che l’Ariosto (mmm… buono, con le pata… ah, no, non è quello… è che dopo capodanno, insomma…) di fuori di testa se ne intendeva, però è la solita solfa: il bellimbusto manesco, la gnocca di turno, Angelica ma non troppo, viaggi sulla luna (chissà di cosa si facevano, all’epoca), insomma il solito casino. E poi, come sono i cavalieri ormai lo sappiamo…E ne abbiamo abbastanza.

Vi racconteremo, invece, di una moderna (e nostrana) Bradamante, che ha sfidato terribili mostri e insidiosi incantesimi per amore. Amore per la vita.

(per illustrare un’incredibile donna piena d’amore per gli altri e per la vita, c’è solo l’immagine di quella stessa donna che rende l’idea! 🙂 )

Il nome della nostra amica è Monica, ma siccome è modesta si fa chiamare Monì (modesta, ma l’accento sulla i lo vuole). Non indossa un’armatura né un elmo, e le sue armi non tagliano né feriscono. Non è paladina di Francia, più che altro piadina di Romagna, ma è F(uori) d(i) T(esta), onorificenza ben più ambita (ehm…).

Da buona eroina da poema epico, ha avuto dozzine di disavventure, è andata incontro a mille pericoli, emergendone sempre vincitrice, con le sue armi d’amore.

Per esempio quella volta che si perse in una buia e piovosa sera d’inverno. Non vedeva al di là del muso del suo destrie… della sua Panda, quando un fulmine illuminò una casa. Fiduciosa (perché è così, la nostra amica), si infilò nel cortile di quella che le parve la più sgangherata delle case (successivamente vide una foto della casa di tal Mario e si ricredette) e bussò educatamente. La porta si socchiuse cigolando e lei entrò, scrollandosi le gocce d’acqua di dosso come un cucciolo. Poi, con la sua innata cortesia e il suo inconfondibile accento, se ne uscì con un “Socci, se piove!”. Si voltò sentendosi sfiorare la spalla, si tolse i capelli ancora umidi dagli occhi e vide, nella fioca luce, accentuata a sprazzi dai lampi, un tipo alto, magro, anzianotto e sciupatello, pallido, vestito di un vetusto abito nero tutto rattoppato, con una bocca sdentata tranne che per i canini, gialli di tartaro ma lunghi come quelli… come quelli di un vampiro! “Finalmente sei venuta”, gracchiò con voce di fisarmonica sfiatata, “sangue fresco per i seguaci del Signore Nero!”. Monì lo guardò sbarrando gli occhi, spaventata. Poi si rese conto di quanto scalcinato fosse questo decrepito erede di Nosferatu e sfoderò una delle sue più invincibili armi: un sorriso più luminoso del sole di mezzogiorno. Il vampiro arretrò terrorizzato, portandosi le mani sul volto, poi le ginocchia gli si piegarono e finì rovinosamente a terra, battendo la testa su un asse scardinata.
Quando si riprese, Monì stava finendo di ripulirgli la catapecchia. Gli preparò un brodo caldo e gli raccontò un po’ delle sue avventure della giornata, continuando a sorridere. Infine, quando la pioggia cessò di cadere e le nubi lasciarono il posto ad un bel cielo stellato, salutò educatamente il vecchio e raggiunse la sua Panda.


Non si seppe più nulla del vampiro che abitava quella casa, ma secondo una diceria ora è donatore di sangue all’AVIS.

Oppure quell’altra volta che si fece convincere da alcuni ragazzini a giocare ad una sorta di gioco dell’oca. In realtà era la versione deluxe di Jumanji, di cui la nostra povera amica non sapeva nulla. Monì lanciò i dadi e fece due sei. Al primo spostamento finì su una casella con scritto “Non aprite questa porta”.  Non fece in tempo a commentare “Sorbole, come è realistico” che si ritrovò senza sapere come in una stanza sconosciuta, piena di mobili accatastati, bauli ricolmi di vecchia biancheria, carte e giornali ingialliti sul pavimento. Fece due passi avanti, scivolando su uno scivoloso rotocalco e finendo in una botola che non aveva visto. Mentre precipitava, avvertiva sempre più lontano il ghigno dei ragazzini che l’avevano invitata. Cadde su un cespuglio abbastanza morbido (“Morbido un par di maroni!”) e, rialzandosi, si trovò in una radura di erba bassa, niente in vista all’orizzonte. Guardò in basso e vide -incredibile!- i dadi del gioco. Li raccolse  e provò a lanciarli. Uscirono due uno. “Chissà che vuol dire?”, si chiese la nostra curiosa amica. Non dovette attendere molto: dall’alto si udì la musica di un circo e dall’orizzonte, vuoto fino a quel momento, si avvicinò al galoppo un… una… boh? una roba verde a chiazze rosse e gialle, con una mezza dozzina di zampe munite di artigli e tre teste più brutte di Bruno Vespa, con bocche piene di denti ed un alito più letale delle fuoriuscite radioattive di Fukushima. Monì, inguaribile ottimista, pensò che l’orrenda bestia sarebbe passata oltre, ignorandola. Chissà, magari era diretta verso Milano, per i saldi. Lì si sarebbe confusa tranquillamente fra gli automobilisti mannari che girano in quella città. Invece no. Questa sorta di drago mal riuscito si fermò proprio davanti alla nostra amica. La guardò con i suoi nove occhi color rosso inferno, dimenando le teste come fossero terribili code. Monì era pietrificata dall’orrore.
Ad un certo punto, la bestia smise di agitare le teste, deglutì e sparò un rutto colossale e sulfureo, cotonando i capelli della nostra eroina. La quale, a questo punto, tirò fuori l’arma definitiva, contro cui nessuno può resistere: Monì si mise a ridere, della sua risata fragorosa, un po’ folle e incredibilmente contagiosa. Toccò alla bestia rimanere di sasso. Per pochi secondi, poi iniziò anch’essa a sogghignare, poi a ghignare, poi a ridere apertamente, da tutte e tre le bocche. Dopo pochi minuti, il mostro si rotolava per terra sghignazzando rovinosamente.


Quando finì di ridere, si rialzò, porse una zampa a Monì e si presentò: “Ciao, mi chiamo Rosa. Posso fare qualcosa per te?”. “Sì, farmi tornare a casa”. “Solo questo? Guarda, vai sempre dritta, dopo cento metri giri a destra e sei arrivata”. E così fu.

Insomma, la nostra cara Monì ne ha viste di tutti i colori. Ma con le sue buone qualità ne è sempre uscita vincitrice. Abbiamo saputo che ultimamente ha dovuto combattere per vincere il micidiale incantesimo di un mago oscuro.
Ce la sta facendo. L’altro giorno stava intrattenendo il mago con una tisana (in realtà, una pozione magica messa a punto da un amico esperto di magia bianca) e con una fetta delle sue ottime torte.

Ecco, siamo arrivati al dunque: torte, torta, torta di compleanno…

COMPLEANNO!!! E’ IL TUO COMPLEANNO, MONI’!

Orkut Commenti - Buon Compleanno

TUTTI I TUOI AMICI TI FANNO I LORO PIU’ AFFETTUOSI AUGURI!

Grazie per quello che sei, per quello che ci doni, per quello che ci insegni.

Ti vogliamo bene, Monì!

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Il giorno 1 Gennaio alle ore 11.00 a blog unificati si terrà il concerto di Capodanno, quest’anno abbiamo mandato in pensione Vienna, Radetzky e compagnia cantando!
Il colpo di stato musicale è in onore del Maestro Wil Coyote che dirigerà il coro Carampane su celebri opere classiche (“tu caschi dalle scale”, “adeste filiamo”) e compie gli anni. Ecco la locandina della serata:


I Fuori Di Testa se si impegnano sanno fare cose grandi, motivo per il quale, per il loro amico, hanno scelto il meglio della piazza! Il concerto sarà disponibile sul canale 666 del digitale terrestre, a pagamento al costo di € 666,00/minuto.

Siamo certi che l’offerta vantaggiosa attirerà folle oceaniche…


Per invogliare l’utenza, abbiamo delle foto di repertorio del Maestro e del Coro:

Chiunque sia tanto attaccato ai soldi da non voler spendere questa inezia, potrà fare gli auguri al Maestro qui e intasare il suo blog di vostre audizioni canore in formato audio :-p
Apprezzerà certamente il cadeau….

Solo una persona speciale come te poteva nascere nel primo giorno dell’anno!!

MARIO BUON COMPLEANNO DAI FdT!!!!!!

Gnocche, simpatia, gnocchi (di patate) e FdT

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Quest'anno la banda dei FdT si è alleata con la corrispondente del prestigioso archivio Gnocche & Simpatia per augurare a Viv, la gnocca più simpatica in circolazione (ehm, caffè pagato, vero?), un caloroso (anche se un po' in ritardo)

BUON COMPLEANNO!

…ecco l'omaggio di Gnocche & Simpatia:
 

Evvaifacciamofestaaaaa!

 

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Non ti preoccupare, tanto lo sappiamo che oggi festeggi i tuoi 18 anni (+22 di esperienza).

Cambia solo il suffisso, ora sei negli -anta e dobbiamo aspettare almeno fino ai tuoi primi 99 anni per averne un altro, diverso e nuovo di zecca.

Intanto come al solito gli auguri sono offerti dal rodatissimo gruppo….


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Gnocche e simpatia, anche dopo gli -anta non vanno via!!

Invidios… ehm… collaborativi, i FdT aggiungono il loro omaggio (che non è da meno di quello delle Gnocche ecc., tiè!)

…auguri, mitica, luminosa, gnocca Viv!
 

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